venerdì, 03 luglio 2009,01:35
Sony Walkman

da MusicBangs!



Seppure in ritardo di un paio di giorni, MusicBangs! partecipa sentitamente ai festeggiamenti per il 30° compleanno del walkman.

Era il 1° luglio 1979 e la Sony lanciava sul mercato questo lettore portatile di cassette, ispirandosi per il nome a un'aria da supereroe, tipo Superman per intenderci: fu successo clamoroso e si stimano vendite pari a circa 50 milioni di esemplari durante i soli anni '80... e pensare che si sarebbe dovuto chiamare "Soundabout" (!!)

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L'altra chicca di giornata riguarda invece un progetto tenuto nascosto fino a pochissimi giorni fa. Pare infatti che Dave Grohl (ex Nirvana e attuale leader dei Foo Fighters), Josh Homme (Queens Of The Stone Age, col quale Grohl ha già collaborato in passato) e, udite udite, John Paul Jones dei Led Zeppelin, stiano per, o meglio, abbiano messo su una band. La moglie di Homme, Brody Dalle, parla di "sound mai sentito prima" e le poche altre indiscrezioni a riguardo vorrebbero l'inedito trio già in studio, in fase di produzione del materiale per il disco... che ingiustizia l'attesa..
mercoledì, 01 luglio 2009,11:48
Copio e incollo l'articolo di Omar Onnis pubblicato su Corona De Logu ieri, 30 giugno, così, per ricordare ai presunti sardi contenti della situazione corrente che SARDI lo siamo stati davvero e che non c'è nessun motivo per non ritornare ad esserlo.



Bandiera_Arborense(1)Era una domenica, il 30 giugno di seicento anni fa. Un giorno ignorato dai libri di storia. Un giorno fatale.

In storiografia non è lecito né utile spiegare tutto sulla base del mero avvenimento, ma un singolo avvenimento può essere simbolicamente significativo. Oltre, naturalmente, a costituire uno spartiacque, un “prima di” e un “dopo di”, che senza di esso non ci sarebbero stati.

Ci sono avvenimenti di questo tipo, singolarità del processo storico che riassumono antefatti complessi e dispiegano significati nel futuro. La Battaglia di Sanluri (sa Batalla de Seddori) è uno di questi. In una assolata domenica di fine giugno, con i fuochi delle feste di prima estate ancora caldi e decenni di guerra alle spalle, si arrivò alla resa dei conti tra due eserciti, due sovrani, due popoli. Non era più la classica guerra feudale. Forse non lo era mai stata. Era lo scontro per la vita e per l’esistenza come soggetto storico tra sardi (la naciò sardesca delle fonti iberiche, sa republica sardisca della Carta de Logu) e i catalani, popolo egemone del potente regno di Aragona.

Comunque si fosse arrivati a quel momento decisivo, ormai non contava più. Quel che era certo era che chi fosse uscito vincitore da quel “giudizio di Dio” avrebbe ottenuto l’intera posta in palio: il dominio sulla Sardegna.

Migliaia di sardi, mal comandati (quasi solo da stranieri), al seguito di un sovrano imbelle e poco amato, scesero in campo contro uno degli eserciti più forti dell’epoca, guidato dal grande condottiero Pedro Torrelles e dal re di Sicilia e infante d’Aragona Martino il Giovane. L’epistolario tra i comandi catalani e il re  d’Aragona, Martino il Vecchio, rende bene l’attesa e la preoccupazione per uno scontro dall’esito per nulla scontato. Era da decenni che i sardi sconfiggevano, a volte clamorosamente (come nel 1368, a S. Anna, presso Oristano, o nel 1391, sotto la reggenza di Eleonora), gli eserciti catalani. La guerra era stata una causa di indebolimento finanziario e di perdita di prestigio internazionale per la casa dei conti-re barcellonesi e per la Catalogna. Un’altra sconfitta avrebbe decretato una sentenza storica difficilmente appellabile. I sardi, dal canto loro, arrivavano alla prova decisiva estenuati da decenni di conflitto, dall’imperversare della peste nera e dalla crisi economica generale che, insieme al resto, colpiva l’isola in quegli anni.

L’esito dello scontro è ben noto (o dovrebbe esserlo). Dalle parti di Sanluri, oltre a su Bruncu de sa Batallas’Occidroxiu, il Macello. Lì venne stroncata l’ultima resistenza di quel che restava dell’esercito dei sardi, mentre Guglielmo di Narbona, zuighe

La sconfitta fu disastrosa. Eppure, non sarebbe lecito attribuire ad essa tutto ciò che ne seguì. La storia ha percorsi che spesso rispondono a logiche diverse da quelle della forza pura e semplice e l’inerzia dei processi profondi ha la meglio sul singolo evento. I catalani alla fine ottennero quel che volevano non con la forza delle armi, ma per tradimento (conquista di Oristano) e per compravendita (del titolo e del territorio da Guglielmo di Narbona). Ma anche la stagione della potenza catalana era finita. Proprio nel momento del massimo trionfo, l’ultimo erede della casata barcellonese, Martino il Giovane, morì a Castel di Calari (l’attuale Cagliari) meno di un mese dopo la battaglia di Sanluri. Un fatto che, a dispetto della vittoria conseguita, ebbe conseguenze drammatiche per la Catalogna e il suo ruolo politico. Fino ai giorni nostri. Una nemesi che, purtroppo, può consolare ben poco gli sconfitti di allora. Noi.
(il poggio della battaglia), esiste un luogo dal nome inquietante: arborense, immeritevole erede e successore di Mariano IV ed Eleonora, scappava con i suoi cavalieri francesi verso il castello di Monreale.

La memoria di questi eventi, ben viva in Catalogna, è stata a lungo rimossa in Sardegna. Nessun libro di storia, tra quelli su cui i sardi per generazioni hanno studiato, li riporta. Troppo difficili da incastrare nell’arrangiato collage della storia d’Italia. Troppo forti, dal punto di vista simbolico, per non aver anche potenziali (e “pericolosi”) esiti politici.

Quanti di noi celebreranno oggi la memoria di quell’episodio di seicento anni fa? Quanti sapranno attribuirgli il giusto significato? Pochi, temo.

Nell’opuscolo che presenta le commemorazioni di questi giorni, prodotto dalla pro loco di Sanluri, a pag. 7 c’è la dimostrazione di quanto ancora venga tradito, consapevolmente o inconsapevolmente, il senso di un passato ingombrante. “Dove morirono la Catalogna e la Sardegna e nacque l’Italia” si dice testualmente. L’Italia! Cosa mai avrà a che fare un’espressione geografica aliena con un fatto del 1409 riguardante sardi e catalani è un mistero che varrebbe la pena di chiarire. L’Italia, intesa come stato e come comunità nazionale, non solo allora non esisteva, ma nemmeno era nella mente di alcuno. Quell’evento, quei decenni di conflitto, i processi culturali e politici che li avevano prodotti, avevano un loro senso, una loro portata simbolica, cause ed effetti che solo la compulsiva applicazione di una ideologia può denotare come la premessa storica dell’Italia.

Allora eravamo sardi, la nazione sarda, che lottava per la propria libertà (per la “liberazione della patria”, recitava la campana bronzea di Ugone III, fusa nel 1382), per la propria dignità. Questo prima ancora che tali processi di identificazione prendessero piede nella modernità europea.

E allora ricordare oggi quell’evento e quell’epoca non dev’essere la stanca commemorazione di una sconfitta, da “nazione fallita”, ma deve essere la riconciliazione con un passato in cui eravamo sovrani, eravamo un “noi” che si confrontava con le altre collettività umane come soggetto attivo della propria storia. Deve essere la base per guardare al futuro con uno sguardo diverso, libero, aperto. Da consapevoli abitatori di questa terra preziosa, eredi di una storia grande della cui altezza dovremo mostrarci degni.


lunedì, 08 giugno 2009,02:49
Fuck You

In questa notte di elezioni, le ennesimamente inutili, auguriamo la buona notte a tutti con un pezzo tratto da So long and thanks for all the shoes, dei NOFX; apportare con cura le necessarie trasposizioni alla tragicomica realtà italiana, con l'augurio di un mondo migliore di questa sudaticcia e maleodorante poltiglia che ci troviamo per le mani da un po' di tempo a questa parte.

Murder The Government



I wanna see the constitution burn
Wanna watch the white house overturn
Wanna witness some blue blood bleed red


I wanna tar and lynch the KKK
I wanna pull and shoot the NRA
Yeah yeah yeah...


Murder the government, Murder the government
Murder the government, And then do it again yeah
Murder the government, Murder the government
Murder the government, and then
Murder the government





venerdì, 05 giugno 2009,16:17
martedì, 26 maggio 2009,16:07
MusicBangs!E' nato MusicBangs!, blog dedicato al mondo della musica. E' uno sfizio che mi volevo togliere da un po' di tempo e al quale spero di poter dedicare la maggior cura possibile. Ci andranno a finire recensioni, concerti, festival, opere rock, divagazioni personali e naturalmente le segnalazioni e i consigli di chi passerà per di là, di tanto in tanto...

MusicBangs! è presente anche su MySpace!

Vi aspetto!
lunedì, 18 maggio 2009,01:30
lunedì, 11 maggio 2009,12:36
belugaEcco nuovamente in azione il PDD, il Parito Di Dio, sotto la cui bandiera forze di destra e di sinistra trovano sempre un accordo. Senza nulla togliere alla parte buona, quella sul campo del disagio sociale nei confronti di chi ha bisogno davvero, della solidarietà, del perdono, della pace - su cui poi si potrebbe comunque discutere - nel nome di Dio e della Santa Chiesa ne sono successe di cose non proprio da nobel per la pace; ai nostri giorni spetta la parte subdola e dietro le quinte, la parte di quell'inestinguibile DNA democristiano che per mezzo secolo ha liberamente cancreggiato lo stato italiano. Ed ecco che PDL, IDV, e UDC, con rispettive mozioni, chiedono più finanziamenti alle scuole private, togliendo peraltro di mezzo 8 miliardini alla scuola pubblica, stimabili in più di 130mila posti in tre anni - posti tagliati ovviamente. Quando si tratta di non perdere i voti dei cattolici, guardacaso in odore di elezioni..
domenica, 03 maggio 2009,20:41
Ci sono uno scozzese, un italiano e un sardo...

Non è l'inizio di una barzelletta bensì la multietnica formazione di uno dei gruppi più incredibili che abbia mai visto e sentito in vita mia. Attivi discograficamente da quasi dieci anni, The Hormonauts sono una miscela esplosiva di rockabilly, country, punkrock, tecnica e follia pura, veri animali da palco. Formazione molto poco ortodossa con chitarra contrabbasso e batteria, fanno un casino che non finisce più senza mai mancare una nota; tecnica squisita e divertimento assicurati! Basterebbe guardare la faccia di Andy per iniziare a ridere...

Per tutti gli appassionati della bella musica appuntamento l' 8 maggio all'Init a Roma, via della Stazione Tuscolana n° 133.

Non mancate!!


tendone_hormonauts
mercoledì, 29 aprile 2009,14:01

IMG_8904Foto di Fabrizio Piras


Inutile dire quanto sia bello suonare davanti a tanta bella gente.. Grazie davvero a tutti quelli che hanno animato il Caffè Lettarario ieri sera, in particolare a chi ha partecipato anche alla collettiva birretta defaticante a via Merulana ;-)



venerdì, 24 aprile 2009,21:11
applausiDavvero tantissimi complimenti.

Non posso non rivolgere tutta la mia gratitudine alla metà molto abbondante degli italiani, nonchè dei miei coscienziosi conterranei. Proprio in queste giornate furibonde, tra terremoti distruttivi su cui speculare, G8 che cambiano locazioni e tutto questo parlare a vanvera del 25 aprile che, a sentire qualche esimio rappresentante del governo nazionale, non fu merito della lotta partigiana, davvero  felicitazioni a tutti quelli che si sentono fieri di far parte di un popolo libero, qualunque cosa questo, oggi, in Italia, possa significare..Bravi per aver dato fiducia a chi ha appena gettato al vento i soldi per la Sassari - Olbia, a chi ha fatto in modo che la Sardegna in Europa non esista; grazie a quelli che col loro voto hanno probabilmente perpetuato la cassaintegrazione di Porto Vesme; applausi a chi ha messo in regione un poverino il cui unico compito è quello supplire al non ancora acquisito potere dell'ubiquità del presidente del Consiglio. Il giorno in cui capiremo di esserci dati la zappa ai piedi - e nemmeno per la prima volta! - , quella si, per la Sardegna sarà davvero una bella Liberazione.